APPUNTI DI GEOLOGIA REGIONALE a cura del Prof. Raimondo Catalano


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INDICE
Nota

  09.3.2 - Arco calabro

L'Arco calabro raccorda il fronte dell'Appennino meridionale con il fronte della catena maghrebide dal Golfo di Taranto al Golfo di Catania.

un'area intensamente deformata dal Neogene in poi e corrisponde ad una zona di embricazione tettonica legata a un prisma di accrezione in atto in cui il Bacino abissale ionico sottoscorre verso NO l'Arco calabro-peloritano e il Mar Tirreno. Il piano di scorrimento basale, generalmente poco inclinato, posto alla fronte dell'arco entro le evaporiti messiniane e si approfondisce verso NO, sino a tagliare il Mesozoico e il basamento.

Il fronte dell'arco e, all'interno dell'arco stesso, la fronte dei maggiori thrust caratterizzata da

scivolamenti gravitativi con formazione di melange. Sull'arco calabro si sviluppano, a partire dal Tortoniano, due bacini maggiori: il Bacino di Crotone e il Bacino di Spanivento, in strutture tipo graben allungate parallelamente alla costa calabra.

Durante il Pliocene-Quaternario le principali componenti di traslazione hanno ruotato da una iniziale direzione Sud-Nord a una direzione SO-NE determinando lo sottoscorrimento dello Ionio al di sotto dell'Arco egeo, una riduzione della dimensione dell' Arco calabro per la riduzione della

lunghezza della corda dell'arco oltre a una maggiore inclinazione del piano di scorrimento basale sui lati SO e NE.

Nel Golfo di Taranto sono presenti i tre principali domini dell' Appennino meridionale: la catena, l'avanfossa e l'avampaese.

La catena costituita dall 'Arco calabro, l' avanfossa, quasi rettilinea, posta in prosecuzione

verso Sud dell'Avanfossa bradanica e l'avampaese rappresentato dal Blocco apulo.

La messa in posto delle coltri appenniniche qui si arresta al Pliocene medio quando il fronte delle coltri si viene a trovare a contano, dopo il colmamento della Fossa bradanica, con l'avampaese. Dal Pliocene medio l'area interessata da tettonica distensiva.