APPUNTI DI GEOLOGIA REGIONALE a cura del Prof. Raimondo Catalano


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INDICE
Nota

08.1 - ARCO CALABRO

Viste in pianta le strutture Alpine in Sicilia e Calabria descrivono un arco che unisce le Maghrebidi africane agli Appennini, un arco la cui attuale tendenza risulterebbe da eventi successivi  la genesi delle principali strutture Alpine.

Se andiamo nel dettaglio, si nota che pur essendoci innegabili punti in comune, ci sono anche numerose differenze strutturali e paleogeografiche. E’ il caso, per esempio, procedendo dalle Magrebidi del Nord Africa, al basamento cristallino pre-alpino dei  M. Peloritani, che con la sua copertura calcarea appare essere l’equivalente del Massiccio della Kabilia con la loro catena calcarea; di contro il dominio del Tell in Algeria non ha un equivalente in Sicilia. Analoghi esempi si trovano negli Appennini meridionali.

La Calabria (più esattamente Calabria meridionale e centrale) occupa un’area emersa molto più stretta della Sicilia, tra il Mar Tirreno e lo Ionio, cosicché si rinvengono soltanto in parte gli elementi strutturali della Sicilia.

La parte essenziale del dominio Calabro  è costituito da corpi cristallini (graniti, gneiss, micascisti, falliti) di età pre-Alpina (in parte almeno Varisica) che estendono il cristallino dei M. Peloritani verso nord-est e che, successivamente sono divisi in diverse unità tettoniche sovrapposte.

L’intero corpo è stato smembrato, in tempi recenti, da faglie tettoniche Plio-Quaternarie in un sistema di Horst e Graben (ved. Depressioni di Catanzaro e Crati).

Alcune parti di strati mesozoici sedimentari metamorfosati e non, sono associati con rocce cristalline; sembra che si possono distinguere alcuni elementi metamorfici (metamorfismo alpino di alta pressione, facies a lawsonite-glaucofane), che appaiono in finestre sotto il cristallino calabro e che mostrano facies “Appenniniche”.

Dove i Peloritani sovrascorrono le unità Siciliane verso sud le rocce cristalline Calabre sovrascorrono le unità degli Appennini meridionali apparentemente verso nord-ovest (Figg. 7, 19).

Le opinioni per quanto riguarda la posizione tettonica del cristallino Calabro-Peloritano variano secondo i vari autori: autoctonia; parautoctonia, totale alloctonia (quest’ultima proposta da Limanovski nel 1913). Nel caso delle ultime due ipotesi la posizione delle falde calabre sarebbe stata raggiunta durante l’Oligocene.

Infine, flysch sovrascorsi affiorano vicino la crosta meridionale  della Calabria e sono caotici e ricchi di olistoliti.

Schematicamente parlando, le deformazioni tettoniche Alpine del dominio Calabro-Siciliano si estendono dall’Eocene al Pliocene, e sono generalmente più vecchie nelle unità più interne e più giovani in quelle più esterne.

Nel Pliocene superiore e Quaternario i movimenti verticali che sono posteriori alla tettonica Alpina rompono le strutture tettoniche in un sistema di Horst e Graben, un aspetto con cui cozzeremo di nuovo negli Appennini.