APPUNTI DI GEOLOGIA REGIONALE a cura del Prof. Raimondo Catalano


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INDICE
Nota

07.4 - PALEOGEOGRAFIA MESOZOICA

La ricostruzione palinspastica dell’attuale edificio strutturale suggerisce una paleogeografia crostale della Sicilia durante il Mesozoico caratterizzata dalla presenza di un’ampia piattaforma carbonatica (rappresentata dai domini Panormide, Trapanese, Saccense ed Ibleo) che si sviluppava sulla crosta continentale africana bordata da un’ampia area bacinale (dove si sviluppavano i domini Sicilide, Imerese e Sicano, Fig. 7.41). Eventi di rifting localmente coinvolsero l’ampio dominio di mare basso a partire dal Trias sup. Le principali strutture distensive sembrano interessare il tetto della piattaforma carbonatica Triassico-Liassica con la formazione di margini e bacini (piattaforma carbonatica pelagica).

Depositi silicoclastici e carbonatici di mare profondo del Permiano-Trias inferiore indicano la presenza in Sicilia di un bacino profondo (Catalano et al., 1991 con bibliografia) che era in comunicazione, verso oriente, con i principali domini Tetidei permiani.

Il collegamento doveva passare attraverso l’attuale Mar Ionio, che separava l’Apulia dal Gondwana Africano fino al Trias inf. (Fig. 7.41). Durante il Giurassico l’area siciliana fu interessata da profonde modificazioni della paleogeografia e variazioni laterali di facies in risposta alla tettonica distensiva, con direzione nord, legata ai movimenti trascorrenti sinistri tra Africa ed Europa  (Dewey et al., 1989). Il piegamento ed il fagliamento del multistrato pre-Eocene medio, l’esistenza di megabrecce carbonatiche, troncature profonde e gap regionali al limite Cretaceo-Eocene (Catalano & D'Argenio 1982) correlate da alcune strutture mostrate dalla sismica a riflessione nell’offshore siciliano (Antonelli et al., 1991) suggeriscono che i semigraben e le strutture bacinali del Mesozoico inf.  sono state spesso invertite in  strutture positive. Questi eventi potrebbero essere inquadrati nei movimenti relativi destri dell’Africa rispetto all’Europa durante il Cretaceo-Paleocene (Dercourt et al., 1986). Nuovi dati recenti dall’adiacente regione Ionica-Pelagiana (Catalano et al., 2000b; Catalano et al., 2001) sono particolarmente importanti per comprendere la storia di quest’area nel Mesozoico inf. L’attuale posizione dell’Oceano Ionico con trend SE-NW e la paleogeografia Mesozoica della Sicilia e dell’Appennino meridionale suggeriscono che la crosta oceanica poteva continuare verso WNW (Fig. 7.42), come già illustrato da Catalano et al. (2001). Tale regione potrebbe essere stata il luogo dei depositi più interni (Sicilidi) per primi sovrascorsi sul margine continentale Africano (Fig. 7.42).

 
 

Fig. 7.40
 
 
 

 
Fig. 7.41
 

 
Fig. 7.42
 

 
Fig. 7.43
 

 
Fig. 7.44
 
 
 

Fig. 7.45 e  Fig. 7.46
 
 

 
Fig. 7.47
 
 

 
Fig. 7.48
 

 
Fig. 7.49
 

 
Fig. 7.50
 

 
Fig. 7.51 – Schema della convergenza Africa-Europa dall’Arco Calabro-Peloritano verso l’avampaese africano.