APPUNTI DI GEOLOGIA REGIONALE a cura del Prof. Raimondo Catalano


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INDICE
Nota

04.4 - Le Successioni Stratigrafiche Durante La Fase Di Margine Att

L’inversione dei movimenti relativi tra Placca Europea ed Adriatica sono cominciati nel Cretacico ed hanno determinato la compressione del margine occidentale o la transpressione destra in corrispondenza del margine settentrionale della zolla Adriatica. L’evoluzione nello spazio e nel tempo delle Alpi e più tardi degli Appennini durante il Terziario, è testimoniata dalla presenza di sedimenti clastici, flysch e molasse, che si sovrappongono diacronicamente sulle iniziali sequenze di margine passivo . Le avanfosse Alpina e Appenninica che furono riempite dai materiali provenienti dai due orogeni migrano nel tempo, in risposta ai movimenti laterali delle rispettive catene. Nelle Alpi meridionali, il Flysch del Cretacico superiore, si sviluppò nella fase compressiva iniziale depositandosi nel Bacino Lombardo. Il Flysch Eocenico, legato alla fase di interferenza tettonica della Catena Dinarica con le Alpi orientali, si deposita nella regione nord-orientale (Friuli e Veneto orientale fig. 4.7).

Nelle stesse aree non ancora raggiunte dalla deformazione della catena, durante il Paleogene si formarono zone di piattaforma carbonatica e bacini a sedimentazione pelitica (zone Monti Lessini).

 

Fig. 4.7 - Schema stratigrafico dei vari domini delle Alpi Meridionali.

 

 

A partire dall’Oligocene nelle Alpi Meridionali ed in particolare nell’avanfossa, che migrava verso sud, presero posto i depositi molassici della Gonfolite lombarda e della Molassa bellunese (Fig. 4.7).

Nella stessa avanfossa si depositano conglomerati formati durante la fase messiniana di caduta eustatica del livello del mare mentre le facies evaporitiche si accumulano nelle zone circostanti la Catena appenninica (Il Gruppo Gessoso-Solfifera).

Durante il Neogene sedimenti tipici riempirono le avanfosse appenniniche che migravano verso est, come è indicato per esempio dalla propagazione verso le zone esterne sia dei thrust che dei bacini di piggy-back. Nell’avanfossa dell’Appennino centrale si formarono da ovest ad est e dal più antico al più recente il Bacino del Macigno, il Bacino della Cervarola, il Bacino della Marnoso-Arenacea, il Bacino della Laga e quello attuale (Figg. 4.8-4.9).

Il Flysch del Frido (rappresentato da argille, torbiditi e scaglie ofiolitiche), il Flysch del Cilento (argille, arenarie e conglomerati), le Argille Varicolori e le Argille Sicilidi e il Flysch Rosso sono depositi sinorogenici, che indicano l’iniziale deformazione compressiva dell’Appennino meridionale, dal Cretacico al Miocene inferiore. Il Flysch Numidico è un deposito del Miocene inferiore molto diffuso, caratterizzato dalla presenza di quarzareniti ed argille, che segna l’inizio della deposizione clastica nell’Appennino meridionale. Il Flysch di Gorgoglione è il sovrastante deposito miocenico, caratterizzato da sedimenti molto grossolani.

La migrazione verso est dell’avanfossa Appenninica è documentata nella Fossa Bradanica. Qui ed in Calabria, le stesse successioni quaternarie sono tra le meglio esposte e mostrano i maggiori spessori. Grazie alla tettonica verticale, i depositi pleistocenici sono stati in molti luoghi sollevati a quote elevate, come ad esempio in Calabria dove sono stati trovati fino a 1000 m di altezza.

Fig. 4.8 - Schema stratigrafico dei vari domini delle Alpi Meridionali

 

Fig. 4.9 - Successione delle Unità Umbro- Marchigiane e Laziali;